2012
Sicut in caelo et in terra. Osservazioni sulla cathedra vacua della basilica sistina di Santa Maria Maggiore a Roma
FOLETTI, IvanZákladní údaje
Originální název
Sicut in caelo et in terra. Osservazioni sulla cathedra vacua della basilica sistina di Santa Maria Maggiore a Roma
Název anglicky
Sicut in caelo et in terra. Observations on the empty cathedra of the Sixtine Basilica of Santa Maria Maggiore in Rome
Autoři
FOLETTI, Ivan
Vydání
Iconographica, Firenze, SISMEL, 2012, 1720-1764
Další údaje
Jazyk
italština
Typ výsledku
Článek v odborném periodiku
Obor
Umění, architektura, kulturní dědictví
Stát vydavatele
Itálie
Utajení
není předmětem státního či obchodního tajemství
Označené pro přenos do RIV
Ano
Kód RIV
RIV/00216224:14210/12:00062560
Organizační jednotka
Filozofická fakulta
Klíčová slova anglicky
empty chair; art and liturgy; Episcopal Propaganda
Štítky
Změněno: 12. 4. 2013 17:06, Mgr. Vendula Hromádková
V originále
L'immagine della cattedra vuota, situata sull'arco trionfale della basilica sistina di Santa Maria Maggiore a Roma, a differenza delle altre scene ivi raffigurate, e un elemento particolarmente ricco di significato. Nel mondo romano essa costituiva un'allusione abbastanza comune al potere imperiale, ma soprattutto a quello divino. In ambito cristiano, doveva pertanto essere un sostituto della figura del Cristo e la scelta di una tale raffigurazione potrebbe essere spiegata dal parallelismo visivo con il trono episcopale, allora situato sotto il mosaico. Un tale programma, atto a sottolineare la natura divina del potere del vescovo romano, tuttavia, non e sufficiente per spiegare la scelta del vuoto. Un Cristo in cattedra avrebbe infatti potuto avere la stessa funzione. Basandosi su fonti iconografiche, testi e scavi archeologici, si esplora l'ipotesi che vi sia, nell'associazione del trono divino con quello episcopale, l'eco di una tradizione liturgica, attestata in Siria: un rito nel quale – in assenza del vescovo – sulla cattedra venivano deposti croce e libro, conferendo al seggio prerogative divine. Il trono di Santa Maria Maggiore sarebbe cosi traccia di una liturgia ecclesiale che celebrava il potere episcopale associandolo esplicitamente a quello divino.
Anglicky
The image of the empty throne displayed on the triumphal arch of the Sixtine Basilica of Santa Maria Maggiore in Rome is especially imbued with meaning – in contrast with the nearby scenes. In the Roman world it worked as a rather usual hint at Imperial and even more at divine power. In the Christian context it could be regarded as a substitutive symbol of Christ. Its visual parallelism with the Bishop’s throne, by then located under the mosaic, could be enough to explain its inclusion in the program. Yet, this compositional device provides no clues to understand the choice of an empty throne, instead of the representation of a seating Christ. The analysis of iconographic, textual and archeological evidence enables us to formulate the hypothesis that the association of the divine and the Episcopal throne may be connected with old liturgical usages being witnessed in Syria – according to which a book and a cross could be exposed on the Episcopal throne when the Bishop was not present. In this way the throne happened to be provided with almost divine qualities. The throne in Santa Maria Maggiore can therefore be interpreted as a hint at an ancient rite celebrating the divine origins of Episcopal power.