k 2021

Multilinguismo digitale in giovani migranti sub-sahariani

MOCCIARO, Egle a Mari D'AGOSTINO

Základní údaje

Originální název

Multilinguismo digitale in giovani migranti sub-sahariani

Název anglicky

Digital multilingualism in young sub-Saharan migrants

Autoři

MOCCIARO, Egle a Mari D'AGOSTINO

Vydání

Terzo colloquio internazionale sul plurilinguismo, Udine, 8-12 novembre 2021, 2021

Další údaje

Jazyk

italština

Typ výsledku

Prezentace na konferencích

Obor

60203 Linguistics

Stát vydavatele

Itálie

Utajení

není předmětem státního či obchodního tajemství

Označené pro přenos do RIV

Ne

Organizační jednotka

Filozofická fakulta

Klíčová slova anglicky

Multilingualism; Literacy; Digital media; migrants

Příznaky

Mezinárodní význam, Recenzováno
Změněno: 20. 1. 2022 16:05, doc. Mgr. Ivo Buzek, Ph.D.

Anotace

V originále

Si presentano i risultati preliminari di uno studio sulle scritture digitali multilingui di dieci giovani migranti arrivati negli ultimi anni in Italia. In particolare, il lavoro prenderà in considerazione l’uso di Facebook sia da parte di giovani a bassa e bassissima scolarizzazione (le cui pratiche di scrittura digitale sono state recentemente studiate da D’Agostino e Mocciaro 2021) sia di giovani ad alta scolarizzazione. Il multilinguismo è spesso visto unicamente nella dimensione della oralità, mentre è anche interessante osservare che cosa succede sul versante della scrittura quando più lingue coesistono nello spazio e nei testi. Gli interrogativi riguardano non solo quali lingue ma anche quali tipi di testi sono prodotti e fruiti sono coinvolti in questo processo. La questione appare ancora più interessante quando l’esame riguarda i comportamenti di soggetti che hanno esperienze di spazi linguistici assai diversi e che si confrontano con reti di comunicazioni plurime. Le pratiche digitali sono certamente il luogo in cui è possibile osservare queste nuove realtà di multilinguismo e multigrafismo. In questo contesto, particolare attenzione meritano le pratiche digitali che coinvolgono i giovani migranti giunti di recente in Europa da diversi paesi dell’Africa subsahariana. Come è noto, quest’area è caratterizzata da complesse forme di multilinguismo, nelle quali nozioni tradizionali come “lingua madre” o “prima lingua” perdono senso e consistenza (Busch 2017; Lüpke e Storch 2013). I giovani plurilingui in questione sono rappresentanti prototipici dei cosiddetti connected migrants (Diminescu 2008), proprio in virtù della centralità che le pratiche di comunicazione digitale ricoprono nell’esperienza migratoria. La ricerca sulle forme di comunicazione digitale, anche attraverso Facebook, si è sviluppata enormemente negli ultimi decenni. Riferimenti cruciali su questo tema sono gli studi sul networked multilingualism (Androutsopoulos 2015) e sulle scritture digitali di giovani migranti africani (Deumert 2016, 2017; Deumert e Lexander 2013; Lüpke 2015). Attraverso le pratiche digitali in cui sono coinvolti, i giovani connected migrants vivono simultaneamente in Africa, Italia, nei paesi europei che desiderano raggiungere (es. Germania o Francia). In tal modo, lo sfondo della loro scelta migratoria - incluse le scelte linguistiche operate sui social media - non è il qui e l’ora in cui avviene la comunicazione digitale, ma include una varietà di spazi sociali, sia nel contesto di partenza, sia in quello di arrivo. I profili Facebook (aperti spesso all’arrivo in Europa dopo avere chiuso i precedenti per impedire l’accesso a informazioni che riguardavano il viaggio migratorio) saranno esaminati in diversi momenti: all’arrivo, dopo alcuni mesi, oggi. Il lavoro prenderà in esame i seguenti aspetti: quali lingue e quali sistemi di scrittura sono prioritariamente selezionati dai giovani plurilingui nelle loro pratiche di comunicazione digitale (es. lingue di ampio uso con alfabeto latino e/o arabo e/o lingue locali); come si intrecciano queste lingue negli enunciati prodotti dai giovani migranti (enunciati multilingui); quale ruolo svolge l’input multilingue su Facebook nei processi di acquisizione (linguistica e/o di literacy) (considerato che Facebook può costituire, anche per periodi lunghi, uno dei rari contesti di esposizione naturalistica alle nuove lingue della migrazione).

Anglicky

We present the preliminary results of a study on the multilingual digital writings of ten young migrants who have arrived in Italy in recent years. In particular, the work will consider the use of Facebook both by young people with low and very low schooling (whose digital writing practices have been recently studied by D'Agostino and Mocciaro 2021) and by young people with high schooling. Multilingualism is often seen only in the dimension of orality, while it is also interesting to observe what happens on the writing side when several languages coexist in space and texts. The questions concern not only which languages but also which types of texts are produced and used are involved in this process. The question becomes even more interesting when the examination concerns the behaviour of subjects who experience very different linguistic spaces and are confronted with multiple communication networks. Digital practices are certainly the place where it is possible to observe these new realities of multilingualism and multi-graphism. In this context, particular attention should be paid to digital practices involving young migrants who have recently arrived in Europe from various sub-Saharan African countries. As is well known, this area is characterised by complex forms of multilingualism, in which traditional notions such as 'mother tongue' or 'first language' lose their meaning and consistency (Busch 2017; Lüpke and Storch 2013). The multilingual youth in question are prototypical representatives of the so-called connected migrants (Diminescu 2008), precisely because of the centrality that digital communication practices play in the migration experience. Research on forms of digital communication, including through Facebook, has developed enormously in recent decades. Crucial references on this topic are the studies on networked multilingualism (Androutsopoulos 2015) and on the digital writings of young African migrants (Deumert 2016, 2017; Deumert and Lexander 2013; Lüpke 2015). Through the digital practices in which they are involved, young connected migrants live simultaneously in Africa, Italy, in the European countries they wish to reach (e.g. Germany or France). In this way, the background of their migratory choice - including the linguistic choices made on social media - is not the here and now in which digital communication takes place, but includes a variety of social spaces, both in the context of departure and arrival. Facebook profiles (often opened upon arrival in Europe after having closed previous ones to prevent access to information concerning the migration journey) will be examined at different moments: upon arrival, after a few months, today. The work will examine the following aspects: which languages and writing systems are prioritised by multilingual young people in their digital communication practices (e.g. widely used languages with a Latin alphabet, languages with a Latin alphabet, etc.). which languages and writing systems are prioritised by multilingual young people in their digital communication practices (e.g. widely used languages with Latin and/or Arabic alphabet and/or local languages); how these languages are intertwined in the utterances produced by young migrants (multilingual utterances); what role does multilingual input on Facebook play in acquisition processes (linguistic and/or literacy) (considering that Facebook may constitute, even for long periods, one of the rare contexts of naturalistic exposure to the new languages of migration).

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